Sci, la Svizzera consente l'accesso agli italiani: dalla zona rossa alle piste senza alcun controllo

Con l’arrivo delle vacanze natalizie e con le pressioni da parte degli operatori degli impianti sciistici di aprire la stagione invernale, l’Unione Europea da giorni discute su un’ipotetica chiusura condivisa del settore durante le festività. In tutta questa discussione la Svizzera, nonostante le recenti restrizioni che impongono la chiusura di ristoranti e pub, ha deciso di tenere aperte le poche stazioni sciistiche che già ora si possono permettere di disporre di piste innevate. Nella regione del Vallese sono infatti operative quelle situate sopra i 3000 metri come ad esempio Zermatt, località montana che confina con le piste di Cervinia. La Svizzera aggiorna molto spesso le regioni i cui cittadini hanno l’obbligo di effettuare una quarantena di dieci giorni se dovessero entrare nel loro territorio, escludendo dalle ultime liste quelle italiane. E’ così possibile per qualsiasi italiano, senza alcuna distinzione di zona, superare la dogana senza serie esigenze. Gli stessi uffici turistici svizzeri stanno trasmettendo l’invito di venire a sciare nelle loro regioni. Cosa che oggi non sarebbe possibile agli italiani che abitano nelle zone rosse: Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Abbiamo così provato a verificare di persona se un cittadino lombardo, proveniente quindi da una zona rossa dove vige il divieto di spostamento, riesce, non incappando in posti di blocco, a superare la dogana per entrare in Svizzera con lo scopo di andare a sciare per poi tornare a Milano in giornata. Di Daniele Alberti e Edoardo Bianchi

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