"Purple drunk", così la baby gang di Alessandria prepara la droga a poco prezzo con bibite e farmaci

Un mix di sciroppo per la tosse a base di codeina  e Sprite per garantire lo sballo  a poco prezzo. Un composto nuovo, diventato il marchio di fabbrica di una banda sgominata dai carabinieri della compagnia di Novi Ligure con la collaborazione dei carabinieri di Alessandria e Milano Monforte. Undici gli indagati, 6 sottoposti a misura cautelare per ordine del gip del tribunale di Alessandria. Uno in carcere, due ai domiciliari, tutti gli altri sottoposti all’obbligo di firma. Sono accusati, a vario titolo, di spaccio, rapina, estorsione, lesioni, aggravate anche dall’uso di armi da fuoco. La baby gang, composta  per la maggior parte da giovanissimi tra i 19 e i 23 anni, infatti, si era fatta largo nella piazza dello spaccio della zona, soprattutto tra i coetanei ma è stata protagonista anche di aggressioni, pestaggi. Chi non pagava in tempo la dose, infatti, rischiava di essere picchiato e filmato durante il pestaggio: i video finivano sui social, un monito per i cattivi pagatori ma anche un modo per vantarsi delle proprie imprese, di replicare un modello che emerge dai testi della musica trap che questi giovani ascoltavano.  Alcune delle vittime della banda sono minorenni.Le indagini erano partite a gennaio quando i carabinieri della compagnia di Novi Ligure, guidata dal capitano Federico Smerieri, avevano notato un aumento negli episodi di violenza che riguardavano giovanissimi, condotte sintomo, secondo gli investigatori, di un profondo disagio giovanile.Poi erano arrivate le prime denunce da parte di ragazzi che avevano raccontato di essere stati minacciati e aggrediti per piccoli debiti di droga.Appostamenti, perquisizioni e accertamenti tecnici hanno condotto i militari a tracciare un profilo dei componenti della banda: sono incensurati, figli di famiglie che non immaginavano una deriva simile da parte di figli, giovani che hanno confuso la realtà virtuale dei social e dei testi delle canzoni, replicandoli nella realtà. Di solito agivano spalleggiati dal branco.Il più giovane ha 19 anni, da questa mattina è in carcere su ordine del gip. È lui il capo, è accusato di spaccio, estorsione, rapina, in uno di questi episodi ha usato un revolver vero, rubato a casa all’insaputa del padre, per minacciare la sua vittima dopo averla legata ad una sedia.  Un altro giovane, in un’altra occasione, è stato picchiato selvaggiamente dai componenti della banda per un debito di 70 euro non pagato per la droga che  in sei mesi era lievitato fino a raggiungere la cifra di 400 euro. La violenza era la regola quando c’era da riscuotere un debito ma era diventata un’abitudine anche per risolvere questioni tra gruppi rivali o discussioni banali.In casa di uno degli indagati, ora ai domiciliari, i carabinieri hanno trovato farmaci che vengono venduti solo con la ricetta, benzodiazepine, sciroppi per la tosse a base di codeina, ma i giovani spacciatori si erano procurati delle ricette false per procurarsi la merce. Così avevano creato quello che chiamavano il “purple drunk all In”, una bevanda gassata mischiata con la Sprite. I carabinieri hanno trovato sui cellulari degli indagati anche numeri video, alcuni caricati sui social, in cui i componenti della banda si filmavano mentre preparavano e poi assumevano droghe di vario genere, ascoltando a tutto volume la loro musica preferita.

di CARLOTTA ROCCI

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