Procida, la processione dei Misteri diventa "mini": "Così resistiamo nell’anno della pandemia"

Ci sono i carri allegorici in miniatura, i cosiddetti Misteri, che raccontano - come tradizione .- gli episodi del Vecchio e Nuovo Testamento. E ci sono i suonatori di tromba, che precedono la lunga teoria dei “confratelli”, vestiti con il saio bianco sormontato al mantello (tecnicamente è la “mozzetta”) di colore turchese. Rivive in scala 1:10 la processione del venerdì santo di Procida grazie a un’originale rivisitazione che ha coinvolto gli studenti dell’isola, animati da desiderio di dare una simbolica continuità al rito ultrasecolare organizzato dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione detta dei Turchini, fondata dai Gesuiti nel 1588, e che già lo scorso anno aveva dovuto interrompersi a causa della pandemia. Quest’anno, così, la processione si è miniaturizzata grazie a un’intuizione dell’ex assessore alla cultura, Nico Granito, e nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica, al coinvolgimento dell’istituto comprensivo  “Antonio Capraro”, diretto da Rossella Salzano, con il segmento della scuola secondaria di primo grado e delle quindici classe dalla prima alla terza. Così trecento ragazzi hanno realizzato l’intera processione, in ogni sua parte: da “tromba e tamburo” che aprono il corteo ai fedeli che seguono il Cristo Morto, utilizzando esclusivamente materiali a basso impatto ambientale (legno, carta, cartone, das e materiali riciclati) e ispirandosi, naturalmente, alle più antiche tecniche di realizzazione dei tradizionali Misteri, complice il supporto dell’associazione “Isola dei Misteri”. A seguirli i docenti di Arte e Immagine (Granito e Gallo), Religione (Barbato), Musica (Poggi e Intartaglia), Tecnologia (La Grotta) e tutti i consigli di classe ed i rispettivi coordinatori. “E’ stato un modo per rivivere il clima di avvicinamento alla settimana santa che da sempre caratterizza l’isola”, spiega Granito.

Di Pasquale Raicaldo

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